di Laura Quadri
Le Sante e i Santi più noti, da Santa Lucia a San Paolo, Santa Teresa d’Avila, Sant’Antonio da Padova ma anche San Bartolomeo martire, San Denys, primo vescovo di Parigi, decapitato assieme a due suoi diaconi o Sant’Urbano, protettore dei vignaioli, assieme a San Teodoro di Sion, vescovo svizzero del IV secolo e iniziatore della vigna in Vallese, oppure San Bavone di Gand, nobile diventano eremita nel cavo di un albero alla morte della moglie. Un percorso, nato in 40 anni di collezionismo guidato dalla passione per l’arte sacra, nel quale ci si può immergere, lasciando che le leggende di tempi antichi ci raggiungano e ci facciano riflettere sulla nostra fede di oggi. Tale ci appare la ricchissima collezione di statue di Carlo Bottini e la moglie Claudia, attualmente custodita in un’antica casa coloniale ad Agno, poco distante dalla chiesa del paese. Arte ma non solo: ogni statua è, infatti, specifica subito il signor Bottini, incontrandolo, «un richiamo alla fede che ha sorretto i nostri avi nel produrre questi manufatti in gran numero. Gli attributi rendevano riconoscibili i Santi alla gente comune, era un’opera di grande evangelizzazione, che oggi sarebbe impensabile». Nasce così, per l’ex sindaco di Agno e già Presidente del locale Consiglio parrocchiale, una curiosità che nel tempo lo guiderà fino a collezionare oltre 300 opere, ammirabili anche grazie alla recentissima pubblicazione presso Dadò «Legni santi. Un po’ di Paradiso ad Agno».
Una passione lunga 40 anni
«Sono statue – prosegue – che scopro da antiquari o a pubbliche aste e che mi sembrano interessanti per come raffigurano il Santo. Il criterio è questo: trovare un Santo raffigurato assieme a ciò che lo caratterizza e rimanda alla sua storia. Dopo l’uscita del libro, grazie alla generosa amicizia con l’editore Dadò, ho ricevuto anche segnalazioni e proposte da lettori appassionati: è un tema che suscita interesse. E per me una passione che mi coinvolge ormai da tempo». 300 statue delle epoche più varie, dal Cinquecento in poi, in cui spicca una sezione tutta al femminile: matrimoni mistici, Santa Caterina da Siena, Santa Marta e, infine lei, S. Apollonia, patrona dei dentisti. È mettendosi sui suoi passi che quattro decenni fa, a sua volta dentista, il signor Carlo scopre questa sua curiosità: «È una Santa molto ricercata. Io stessa l’ho sempre voluta ma faticavo a trovarla. Ho iniziato così ad appassionarmi anche di altre statue».
Oltre le leggende, la fede
Ben presto, però, l’atteggiamento del collezionista si trasforma in quello dell’uomo di fede, che vuole lasciarsi interrogare: così inizia un percorso di lettura e approfondimento, partendo dai testi classici dell’agiografica cristiana. A svelargli la storia di molti Santi la «Legenda aurea» di Jacopo da Varazze. Un sapere che emerge davanti a ogni singola statua esposta, sulle quali durante la nostra visita si sofferma per spiegarcene lati interessanti e curiosi: Sant’Ignazio di Loyola, ad esempio, «è raffigurato con un teschio in mano, simbolo di meditazione. Ferito alla gamba nella battaglia di Pamplona, durante la convalescenza legge il Vangelo e testi sacri e scriverà poi i suoi celebri Esercizi spirituali, fondando la Compagnia di Gesù: con i suoi compagni si dedicherà tutto “ad maiorem Dei gloriam” (“AMDG”), che è il suo motto. Un momento saliente della storia degli ordini religiosi cristiani».
C’è poi un piccolo vanto: l’aver potuto incontrare, come ama ripetere, un Santo «in carne e ossa», Papa Wojtyla, durante la sua visita in Svizzera nel 1984. «Allora ero Sindaco di Agno, ed ebbi al suo arrivo in aereo la bellissima possibilità, con altri politici, di poterlo accogliere. Un’emozione unica, che mi ha fatto toccare con mano la sua santità».
La santità del quotidiano
«Santità»: un termine su cui si riflette anche nell’introduzione al libro, dove Bottini sottolinea come «tutti, con un po’ di buona volontà, potremmo divenire Santi». «Non lo dico solo io», ribadisce, «ma lo indica la Chiesa, da sempre. La santità è alla portata di tutti, e le molte vite dei Santi, così diverse tra loro, lo dimostrano. Ci sono poi i martiri, tanti, anche oggi. E giovani coraggiosi che nel mondo portano i valori cristiani e aderiscono al messaggio di Cristo. La santità è questo per me: adesione al Vangelo, senza forzatamente pensare solo al miracolo. Infine, vivono certamente una vita santa anche quelle persone che non si dichiarano credenti, ma conducono una vita integerrima, di onestà, diventando esempi di vita per tutti nella società: credo che sia anche questa una forma di santità».
Statue per tutti
Mentre ci illustra le foto di una statua che intende acquisire presto, una Santa Scolastica proveniente dalla Germania, ci confida infine la sua speranza: «Le mie possibilità sono quelle di un comune cittadino, non certo paragonabili a quelle di un ente pubblico. Non ho capacità finanziarie per disporre di un posto ideale e più ampio per queste statue, ma sarebbe certamente interessante poterle proporre a un pubblico più vasto. Un modo – avendo salute, tempo e a Dio piacendo –, potrebbe essere quello di mettermi a disposizione in futuro di parroci e comunità parrocchiali, per tenere, magari la domenica, delle piccole visite guidate alla collezione. Per piccoli gruppi sono sin da ora disponibile». E con entusiasmo conclude: «Perché, in fondo, questo mio impegno? Perché i secoli passano, ma i Santi sono sempre qui con noi, ad accompagnarci».