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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (17 dicembre 2025)
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  • Via Crucis, le meditazioni di liceali romani. Monda: “Testi pieni di dolore e speranza”

    Ma davvero, professò?». «Wow!». «E perché proprio noi?». Variavano dallo stupore all’incredulità alla curiosità e anche alla paura le reazioni degli studenti del liceo classico “Pilo Albertelli”, uno dei più antichi di Roma, quando il docente di religione, Andrea Monda, ha comunicato loro la decisione del Papa di affidargli i testi per la Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo. Una decisione inedita - resa nota oggi dal portavoce vaticano Greg Burke - per un servizio affidato tradizionalmente a teologi, sacerdoti, vescovi e cardinali, ma che appare del tutto naturale nell’anno dedicato ai giovani che culminerà nel Sinodo di ottobre a loro dedicato.  

    Andrea Monda, scrittore e saggista, protagonista del docu-reality sull’insegnamento della religione a scuola “Buongiorno professore” , in onda su Tv2000, ha scelto e coordinato il gruppo che comprende non solo gli allievi dell’“Albertelli” ma anche ex-studenti ora universitari, come spiega a Vatican Insider.

     

    «Ho avuto carta bianca e ho scelto tra studenti di liceo e studenti delle università tra quelli che mi sembravano più sensibili. Alla fine ho selezionato una rosa di una ventina di nomi di età tra i 15 e i 26 anni. La maggior parte sono ragazze. Ho fatto loro la proposta, ho chiesto chi se la sentiva, in quindici hanno accettato. Ognuno si è scelto la sua stazione, due la condivideranno».

     

    Tutti cattolici questi ragazzi?  

    «Bella domanda. Non sono un parroco né un insegnante di catechismo, ma un professore in una scuola pubblica e in una scuola pubblica ci si trova davanti alla più varia umanità. Quindi non saprei indicare il livello della fede o della loro pratica cristiana di questi giovani. Come dicevo, ho ragionato sulla sensibilità morale, spirituale, creativa e ho chiesto loro di dire qualcosa sul significato della Via Crucis senza preoccuparsi di dover scrivere testi teologici. Le risposte sono state davvero bellissime».

     

    Ad esempio? Ce ne racconti qualcuna...  

    «Intanto spiego quale metodo abbiamo utilizzato: ho convocato tutti a scuola, si sono seduti intorno a me e abbiamo letto i testi della Passione di Cristo, soprattutto i brani più strettamente legati alla Via Crucis. Ho chiesto ai ragazzi di immaginarsi lì, a Gerusalemme, durante il Calvario, di porsi di fronte a queste scene di Gesù condannato, Gesù caricato della Croce, caduto a terra e via dicendo. Una esperienza di immaginazione e di immedesimazione. Non ho invitato a parlare ma ad osservare questi momenti e far parlare il cuore. Ognuno ha risposto con la sua freschezza, il suo bagaglio di vita… C’era chi si è commosso o chi è rimasto colpito da una figura in particolare, come ad esempio quella del Cireneo. E in base a queste “reazioni a caldo” è stato facile assegnare le 14 Stazioni. Anzi, le hanno scelte da soli!».

     

    Un nuovo percorso, quindi, per gli studenti ma anche per lei…  

    «Sì. I ragazzi hanno davvero fatto quasi tutto da soli ma si sono fidati di me. Io sono stato il loro “tramite”: ho scelto il gruppo, ho coordinato e ho fatto un editing dei testi che mi sono stati consegnati in poco tempo. Editing minimo, giusto qualche correzione sulla forma perché la sostanza era davvero buona».

     

    Quali sono i temi-chiave che emergono in queste riflessioni dei suoi alunni?  

    «Tanti. Ad esempio si parla di migranti, dell’essere spogliati di tutto anche della propria dignità, oppure del rapporto con le nuove tecnologie in cui i giovani sono totalmente immersi. In generale ho visto tanta speranza, ad esempio una ragazza riflette sul fatto che proprio questo cadere e rialzarsi di Gesù rappresenta una “iniezione” di fiducia, di speranza, per molti giovani, per il futuro. Si parla anche tanto di dolore, di sofferenza… Molti ragazzi leggendo le scene del Vangelo hanno detto che sono “brutte”. Ma brutte perché oggi noi, e i giovani in particolare, non siamo abituati a vivere la sofferenza, non vogliamo vederla. Proprio per questo la lezione di Gesù è potente. Come potenti sono gli scritti di questi studenti, potenti perché autentici, potenti nella loro semplicità».

    Salavatore Cernuzio - VaticanInsider

     

    Su  Vatican News le anticipazioni dei contenuti dei testi dei giovani per la Via Crucis al Colosseo 

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