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Gio 5 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Gli insegnamenti di vita della scrittrice laica Maria Rita Parsi, scomparsa di recente a 78 anni

    di Suor Sandra Künzli

    Il 2 febbraio 2026 è morta la psicoterapeuta e scrittrice italiana Maria Rita Parsi, a 78 anni. Anche se non tutte le sue opinioni sono condivisibili - almeno per quanto mi riguarda - è stata una grande donna. Ha sempre difeso i diritti dell’infanzia con tenacia e determinazione. È nata cattolica, frequentando la parrocchia. Da piccola il suo parroco le ha mostrato tutti i film di Don Camillo e Peppone. Si dichiarava agnostica ma credeva che ogni persona sia unica, irripetibile e abbia una profonda dignità. Una sua amica le mandava tutti i giorni un brano del Vangelo, e lei confessava candidamente di trovare in quella pagina tutte le risposte alle sue domande. Molti laici, se hanno umiltà ed esperienza, ci insegnano lezioni per la vita; ideali che non tramontano come il rispetto per l’altro e la sua diversità.

    Pur essendo di fama internazionale, non ha mai perso la sua spontaneità, l’umanità e la vicinanza ai più piccoli. "Tutte le volte che cerco la verità" - diceva - "mi sento libera, come dice la Scrittura: 'La verità vi farà liberi!"

    Cito alcuni suoi pensieri.

    L’angoscia di morire è la madre di tutte le angosce umane. Per difenderci usiamo diverse attitudini come la danza, l’arte, la musica, il teatro, la poesia, il canto e, perché no, la cucina”.

    “Io muoio ma la bellezza continua… cerchiamo di lasciare un segno in questo mondo.”

    “L’autorità tu la riconosci se c’è autorevolezza. La prima forma di educazione si chiama esempio. Si diventa così punti di riferimento per i giovani. Se si chiede loro qualcosa, dobbiamo farlo noi per primi. La coerenza è la madre di molte virtù!”

    “Esistere significa capacità di pensare e di amare gli altri in senso paritario, non guardandoli dall’alto in basso. Chi non crede in questo, non crede alla vita. “

    La scrittrice italiana affermava: “Il dono da dare ai propri figli, al di là dei regali, è dare loro cultura con umiltà, senza montarsi la testa. Gli altri dobbiamo avvicinarli con rispetto ed empatia. Ognuno di noi deve curare sé stesso e far crescere il proprio Bambino interiore.”

    Personalmente, ho conosciuto suore che hanno lavorato con i più piccoli e, anche se in là con gli anni, hanno conservato un cuore giovane e una pacata allegria. “I bambini sono le delizie di Dio!”, diceva santa Bernadette. Si legge nel bel libro “Il Piccolo principe” di Saint Exupéry: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore”. “L’essenziale è invisibile agli occhi”. “È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante…”.

    Guarda la puntata di Soul (tv2000.it)

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